In un panorama digitale in continua e rapida evoluzione, i servizi online semplificano notevolmente la gestione dei nostri risparmi. Tuttavia, questa rivoluzione tecnologica porta con sé nuove sfide.
La Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP), con la circolare n. 1247 del 12 marzo 2026, ha richiamato l'attenzione di tutto il settore su un fenomeno in crescita: il furto di identità digitale. Si tratta di truffe informatiche – realizzate spesso con e-mail, SMS o telefonate ingannevoli (il cosiddetto phishing) oppure tramite falsi profili social – mirate a ottenere accessi non autorizzati alle Aree Riservate degli aderenti, con il rischio di alterare i dati personali o, nei casi più gravi, di dirottare il pagamento delle prestazioni previdenziali.
La digitalizzazione e l'introduzione di strumenti basati sull'Intelligenza Artificiale (IA) offrono grandi opportunità, ma possono anche amplificare l'esposizione ai rischi informatici (i cosiddetti rischi ICT, legati alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione), rendendo più vulnerabili i dati dei fondi e dei loro iscritti.
Per questo motivo, Fondo Pensione FNM lavora costantemente "dietro le quinte" per innalzare i propri standard di sicurezza, in linea con le normative europee, tra cui il Regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act, Regolamento UE 2022/2554), l'AI Act Regolamento UE 2024/1689 sull'intelligenza artificiale) e il Digital Omnibus (Regolamento (UE) 2026/1744.
Ma la sicurezza è una responsabilità condivisa: anche la consapevolezza degli iscritti è un presidio essenziale, e questo articolo nasce proprio per rafforzarla.
Il phishing: quando la truffa arriva via e-mail, sms o telefono
I truffatori sanno che, anche quando i sistemi informatici sono ben protetti, l'anello più debole della catena può essere l'utente. Per questo la tecnica più diffusa per rubare un'identità digitale resta il phishing: l'invio di messaggi che imitano in modo credibile le comunicazioni di soggetti noti e affidabili (il proprio fondo pensione, una banca, l'Inps, l'Agenzia delle Entrate…) per indurre il destinatario a cliccare su un link, aprire un allegato o comunicare dati personali.
Il phishing non viaggia solo via e-mail: sempre più spesso arriva tramite sms, messaggi WhatsApp o telefonate talvolta da numeri che sembrano appartenere davvero all'ente imitato. Tramite questi canali viene chiesto di comunicare o inserire su un portale identico a quello originale le credenziali dell'Area Riservata. Con questi dati il truffatore potrebbe entrare nella posizione dell'iscritto, modificarne i recapiti o l'Iban e presentare richieste di prestazione a suo nome. Grazie all'intelligenza artificiale, inoltre, questi messaggi sono oggi molto più curati e credibili che in passato. Alcuni segnali, però, devono sempre mettere in allerta:
Non solo phishing: attenzione ai falsi profili social
Accanto al phishing tradizionale, negli ultimi tempi nel settore previdenziale si è registrata una proliferazione di tentativi di frode tramite profili social "fake".
Si sono verificati casi in cui malintenzionati hanno creato pagine o account utilizzando abusivamente il nome, il logo e le immagini di alcuni fondi pensione per contattare direttamente gli iscritti. L'obiettivo? Carpire la loro fiducia e rubare informazioni riservate, come credenziali di accesso, codici o dati bancari.
In questi casi, l'attenzione del singolo iscritto diventa fondamentale.
Come tutelarti: le buone pratiche di navigazione
La difesa più efficace contro i tentativi di truffa è l'attenzione quotidiana. Prima di tutto, è essenziale ricordare che le comunicazioni legittime e ufficiali transitano esclusivamente attraverso il nostro sito istituzionale www.fondopensionefnm.it, oltre che attraverso i canali ufficiali elencati in fondo a questo articolo.
È di vitale importanza prestare la massima attenzione ai canali non ufficiali. Il Fondo Pensione FNM non ha canali social e non chiede in nessun caso di fornire password dell'Area Riservata, copie di documenti d'identità o coordinate bancarie (Iban) attraverso i social network o tramite app di messaggistica (come WhatsApp, Messenger o Telegram).
Allo stesso modo, è opportuno diffidare sempre da chi contatta gli iscritti in modo inatteso su queste piattaforme per proporre finte consulenze o verifiche urgenti della posizione. I nostri operatori non avviano mai chat private di propria iniziativa; un contatto diretto avviene solo se l'iscritto ha richiesto supporto o assistenza tramite i canali ufficiali.
Un'azione tempestiva in caso di comunicazioni anomale
Se ci si imbatte in un profilo social che utilizza il nome del Fondo Pensione FNM, o se si riceve un messaggio (e-mail, sms, chat) o una telefonata che desti il benché minimo sospetto, la priorità assoluta è non interagire, interrompere immediatamente la conversazione ed evitare di aprire eventuali collegamenti ipertestuali o allegati.
È importante anche informare i nostri uffici utilizzando i contatti presenti sul sito web ufficiale. La tempestiva segnalazione è per il fondo preziosissima: consente infatti di attivare rapidamente le procedure di sicurezza, mappare le frodi in corso e diramare avvisi a tutela di tutti gli altri iscritti.
Se si è già cliccato su un link o si sono forniti i propri dati, occorre agire subito: cambiare la password dell'Area Riservata, contattare senza indugio il Fondo per far verificare la posizione e bloccare eventuali operazioni sospette.
I nostri contatti ufficiali
In caso di dubbi sulla veridicità di una comunicazione o per qualsiasi necessità legata alla propria posizione, raccomandiamo a tutti gli iscritti di utilizzare esclusivamente i canali ufficiali del Fondo Pensione FNM.