Per chi ha un fondo pensione, la legge di bilancio 2026 porta novità distribuite su aspetti diversi della previdenza complementare. Prese insieme, queste modifiche seguono una logica coerente: abbassare le soglie di accesso e allargare la libertà di movimento, premiando chi partecipa. Vale la pena conoscerle, perché molte riguardano direttamente chi è già iscritto al Fondo Pensione FNM.
Il primo cambiamento tocca i lavoratori al loro primo impiego come dipendente del settore privato. Fino a oggi chi non si esprimeva sulla destinazione del proprio TFR aveva sei mesi prima che scattasse il silenzio-assenso, cioè l'adesione automatica al fondo pensione prevista dagli accordi o dai contratti collettivi (per le società del Gruppo FNM e Trenord quindi Fondo Pensione FNM). Dal 1° luglio 2026 questo periodo scende a sessanta giorni, e i versamenti decorrono dalla data di assunzione, non da quando matura il silenzio-assenso. Cambia anche il profilo di investimento per chi aderisce in questo modo. Al posto del comparto garantito, che fino a oggi accoglieva le risorse dei nuovi aderenti non espliciti, la legge indica di selezionare il profilo più adatto all'orizzonte temporale di investimento del lavoratore. A fine giugno 2026 la COVIP, ossia l'Autorità di vigilanza sui Fondi pensione, ha pubblicato le istruzioni definitive che fissano i criteri minimi dei percorsi di investimento life cycle: strategie in cui l'allocazione si adatta all'età dell'iscritto: più orientata alla crescita nelle fasi iniziali e progressivamente più prudente man mano che ci si avvicina al pensionamento. La logica di fondo è che chi ha davanti a sé molti anni di accumulo può permettersi più rischio, e di conseguenza aspettarsi rendimenti più elevati nel tempo. I fondi pensione hanno tempo fino alla metà del 2027 per adeguare pienamente i propri percorsi, e il Fondo Pensione FNM sta lavorando in questa direzione.
Sul fronte fiscale, il tetto di deducibilità dei contributi versati al fondo sale da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui. L'incremento è contenuto, ma il meccanismo resta invariato: ogni euro versato al fondo, fino a quel limite, riduce il reddito imponibile e abbassa l'IRPEF. Chi contribuisce già vicino al massimo guadagna qualcosa in più senza cambiare nulla; chi contribuisce meno ha un margine leggermente più ampio per sfruttare il vantaggio.
Per chi è già iscritto da qualche anno la legge di bilancio ha previsto la portabilità del contributo datoriale, la decorrenza di tale norma è fissata al 31 ottobre 2026 (salvo eventuali ulteriori rinvii). In passato i contratti collettivi potevano limitare il diritto di portare con sé il contributo del datore di lavoro in caso di trasferimento a un altro fondo. Dal 31 ottobre 2026 questa limitazione cade: dopo due anni di partecipazione, il contributo datoriale segue l'iscritto ovunque decida di andare. Pur trattandosi di una maggiore libertà del lavoratore, è bene non perdere di vista la necessità di fare un confronto consapevole prima di agire. I fondi pensione negoziali come il Fondo Pensione FNM nascono dagli accordi tra le parti sociali e operano senza scopo di lucro; i loro costi di gestione sono strutturalmente molto inferiori rispetto ai fondi aperti e ai piani individuali pensionistici disponibili sul mercato bancario e assicurativo. Nel lungo periodo la differenza nei costi si accumula: a parità di contributi versati, un fondo con costi più bassi restituisce un montante più alto. La portabilità è un diritto da conoscere; usarla bene richiede un confronto accurato, usarla male può portare a pessimi risultati.
La legge di bilancio 2026 cambia anche le modalità con cui è possibile ricevere le somme accumulate al momento del pensionamento: accanto alle rendite vitalizie tradizionali sono state previste tre nuove alternative per la quota che, al momento del pensionamento, non viene ritirata in capitale. Sono novità che meritano uno spazio dedicato e lo trovano nell'articolo Le nuove prestazioni di previdenza complementare.
Considerando il quadro nel suo insieme, questi interventi consolidano il ruolo della previdenza complementare come scelta attiva nella costruzione della propria pensione. Per chi non ha ancora valutato l'adesione al Fondo Pensione FNM, il 2026 è un buon momento per farlo.