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Le nuove prestazioni di previdenza complementare

Il primo luglio 2026 chi matura i requisiti per andare in pensione si troverà, per la prima volta, con più di due opzioni su come ricevere quanto ha accumulato nel fondo. Fino a quel momento la scelta era tra due possibilità: si convertiva il montante in una rendita vitalizia, cioè un assegno periodico garantito per tutta la vita, oppure si portava a casa in un'unica soluzione al massimo la metà di quanto accumulato. La novità riguarda proprio le somme che il lavoratore non ottiene in capitale in un'unica soluzione, dato che la rendita assicurativa potrà essere sostituita con altre opzioni più flessibili.

La rendita vitalizia classica rimane disponibile e continua a garantire un importo periodico per tutta la vita del pensionato, indipendentemente da quanto questa duri. Per chi vuole certezza assoluta e preferisce non pensarci più, resta la scelta più semplice. Le tre nuove opzioni sono pensate per chi preferisce un rapporto più diretto con il proprio risparmio e funzionano in modo diverso tra loro.

La prima si chiama rendita a durata definita. Il montante residuo viene suddiviso in rate annuali per un numero di anni pari alla speranza di vita residua dell'aderente, calcolata dall'ISTAT in base all'età al momento della richiesta. Se, per esempio, la speranza di vita residua a 67 anni è di diciannove anni, il montante viene idealmente distribuito su diciannove anni. L'importo di ciascuna rata varia in funzione dell'andamento del comparto in cui è stato investito nel frattempo il montante, perché il montante continua a essere investito fino all'erogazione dell'ultima rata.

La seconda opzione, i prelievi liberamente determinabili, parte dalla stessa logica, ma aggiunge un grado ulteriore di controllo. L'aderente riceve una sorta di piano teorico di rate annuali, identico a quello della rendita a durata definita, ma non è obbligato a riscuoterle nei tempi previsti. Può lasciare le somme maturate nel fondo e prelevarle quando e come preferisce, nei limiti di quanto sarebbe spettato secondo quel piano. È una soluzione per chi, pur avendo raggiunto l'età pensionabile, non ha un bisogno immediato di liquidità e vuole tenere il risparmio investito ancora per un po', attingendovi solo quando serve.

La terza è l'erogazione frazionata del montante: una distribuzione rateale su un periodo scelto dall'aderente, con un minimo di cinque anni. A differenza delle prime due, è l'iscritto a decidere il numero di anni in cui suddividere e ricevere il capitale accumulato (almeno cinque anni) e da tale scelta dipende l'importo di ciascuna rata. L'erogazione frazionata che entrerà in vigore dal 31 ottobre 2026 sarà soggetta, per la parte di montante maturato dopo il 2007, ad una tassazione del 20% ridotta fino al 15% in relazione all'anzianità di iscrizione mentre per la rendita a durata definita e per i prelievi liberamente determinabili la tassazione è quella del 15% ridotta fino al 9% in relazione all'anzianità di iscrizione.

Le tre opzioni condividono alcune caratteristiche importanti. Il montante non ancora erogato resta investito nel comparto scelto dall'aderente al momento della richiesta o, in mancanza di indicazione, in quello individuato dal fondo: il risparmio continua a lavorare mentre le somme vengono erogate gradualmente. Se l'aderente dovesse mancare prima che il montante sia stato interamente erogato, il residuo va a chi è stato designato.

Si tratta in tutti e tre i casi di prestazioni che se attivate precludono le prerogative tipiche della fase di accumulo; pertanto se una delle tre viene attivata non sarà più possibile chiedere anticipazioni e fare versamenti.

Le regole appena descritte sono entrate in vigore dal 1° luglio 2026. A fine giugno 2026 la COVIP, l'autorità che vigila sui fondi pensione, ha pubblicato le istruzioni operative definitive. Resta ora ai fondi il compito di adeguare sistemi e procedure, entro un periodo di transizione che si chiude con la fine del 2026.

I fondi pensione hanno tempo fino alla fine del 2026 per adeguare le proprie procedure e iniziare a erogare le nuove prestazioni, ma già da oggi possono iniziare a raccogliere le richieste per la rendita a durata definita e i prelievi liberi (per l'erogazione frazionata si partirà il 31 ottobre). Il Fondo Pensione FNM si sta organizzando e comunicherà agli iscritti le modalità concrete per accedere alle nuove opzioni.

Per il quadro completo delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026 per la previdenza complementare, dall'adesione automatica alla deducibilità fiscale, l'articolo Le novità della legge di bilancio 2026 per la previdenza complementare raccoglie tutto quello che cambia dal 1° luglio.